Un alternativa al Testo Unico Forestale

Progettare il futuro studiando i processi evolutivi messi in atto dalla natura: L’Agricoltura Sintropica sbarca in Italia.

 

Nelle ultime settimane Prospettive Vegetali si è molto impegnata per alzare l’attenzione sulla probabile futura applicazione del Testo Unico Forestale e sulle sue contraddizioni. Si tratta di una legge che è stata scritta senza tenere conto del parere di chi conosce profondamente il valore degli equilibri ecosistemici di un bosco ed a cui manca solo la firma di Mattarella per diventare legge dello Stato. La proposta di sintetizzare le 23 definizioni di bosco attuali ad una sola, come molti altri passaggi che si sospetta essere anticostituzionali, dimostrano che il fine è quello di semplificare la gestione dei boschi italiani limitandoli ad essere una fonte di reddito materiale, fino a quando se ne potrà approfittare. L’entrata in vigore del Testo darebbe un duro colpo all’opposizione di botanici, zootecnici, professori ed ecologi, ovvero coloro che conoscono profondamente il valore di un ecosistema e le conseguenze di una sua alterazione non monitorata sul lungo periodo. La battaglia di un ragazzo 26enne i cui studi hanno sempre coinvolto le piante ma mai i boschi e la loro gestione non può che nascere dall’evidenza di un regolamento che tiene conto degli interessi di pochi ma non da risposte ai dubbi sollevati da chi conosce ed ha a cuore la materia.

Per un mese ho fatto da cassa di risonanza alle petizioni ed alle innumerevoli richieste di revisione del Testo da parte di cittadini, associazioni, comitati e firme illustri provenienti dal campo scientifico. Il gruppo Facebook del comitato TerrA – Territori Attivi “Se i boschi potessero parlare – NO al Nuovo Testo Unico Forestale” si arricchisce ogni giorno di nuovi articoli che sollevano le problematiche che andrebbero affrontate prima che si permetta a mani inconsapevoli (con il favore della legge) di danneggiare il nostro ecosistema e conseguentemente la nostra salute.

Nessuno mette in dubbio che lo stato di abbandono dei boschi vada normato e risolto. Si deve però pretendere che la fretta non sia la chiave di violino per scrivere uno spartito di cui conosciamo già molto bene la melodia.

Finalmente dal libero accesso all’informazione dei nostri tempi ed dalla promozione di temi che accomuna le realtà che vivono di volontariato, è nato lo spunto per riflettere e mettere insieme temi tanto lontani quanto affini. Lo scorso week-end, l’Associazione “CasciNet”, laboratorio agricolo e realtà di rigenerazione urbana che abbraccia tecnologia, cultura ed agroecologia nel cuore di Milano, ha promosso quattro giornate di workshop sull’Agricoltura Sintropica, con l’obiettivo di coinvolgere esperti innovatori e proporre modelli agro-socio-forestali di gestione attiva degli spazi, a partire dai circa 10 ettari a loro disposizione nel Parco Vettabbia.

    

Per l’Agricoltura Sintropica non può esistere la domanda “E’ giusto usare i pesticidi?”. Se ci fosse una risposta, starebbe nell’importanza che gli agricoltori si facciano portavoce davanti agli interessi gonfiati dai sistemi economici, per evitare di essere schiacciati dalle pressioni delle multinazionali su provvedimenti e normative anti-ecologiche (CETA e TTIP su tutte).

La Vita (nella sua declinazione più nobile) si è evoluta sul nostro pianeta sottostando a regole cosmiche di autoregolazione e la prova è che il 90% dei terreni, senza l’interferenza dell’uomo, si trasformerebbe in foresta. L’Agricoltura Sintropica non è quindi nient’altro che lo studio della strategia messa in atto dai processi evolutivi in natura, al fine di renderli possibili nel contesto scelto riducendo gli spazi utilizzati, invertendo il processo di degradazione dei suoli e delle risorse idriche, ottimizzando e diversificando la produttività tanto nel tempo quanto nello spazio.

Se consideriamo l’essere umano e gli animali addomesticati come le uniche specie “competitive” nei confronti di altri esseri viventi (che invece rispondono unilateralmente all’amore ed alla cooperazione incondizionata, sottostando alle regole della migliore adattabilità), ci si può rendere conto di essere costantemente sovrastati da una perfetta strategia per Essere messa in atto dal pianeta, e di essere tra i pochi a rifiutarla. Per comprendere come agire è perciò necessario svincolarci dalla considerazione data ad i comportamenti di un singolo essere, per ragionare sulle strategie ecologiche che li comprendono.

Forse dovremmo umilmente cominciare a pensare che la nostra intelligenza ci sia stata donata per mettersi al servizio di un’inequivocabile forma di intelligenza superiore alla nostra. E finalmente elevarci a custodi della Vita, per affrontare le sfide future con consapevolezza, provando ad evitare errori di superficialità.

Del futuro non c’è certezza, ma non sarebbe da pazzi smettere di agire in armonia con il macro-organismo di cui facciamo parte?

FIRMA QUI LA PETIZIONE CONTRO IL TESTO UNICO FORESTALE

Nelle prossime settimane lavorerò all’articolo sull’Agricoltura Sintropica entrando quanto più possibile nel merito delle innovative pratiche agroecologiche studiate da Ernst Gosch e divulgate da Felipe Pasini ed Ursula Artzman.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *