TTIP: Trump Tiene l’Italia a Pecorina

Il TTIP, che ha avviato i negoziati tra le parti nel 2013, coinvolge il futuro di 820 milioni di cittadini ed il 45% del PIL mondiale.

Ma nessuno ha mai avuto la delicatezza di informarci.

Si tratta del Trattato Translatlantico per il Commercio e gli Investimenti: un trattato di liberalizzazione commerciale che ha l’intento di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti d’America.

Non è entrato in vigore durante la scorsa legislatura, grazie ad un piccolo miracolo: un energica opposizione dei piccoli portatori d’interesse e dei cittadini ben informati.

Nonostante questo però, non si è riusciti a fermare la provvisoria applicazione di un accordo simile con il Canada, chiamato CETA.

L’Assemblea Nazionale Stop TTIP si è ripromessa di non dare tregua ai candidati di molti schieramenti politici, affinchè garantiscano il loro impegno in difesa dei nostri diritti su scala mondiale e quindi non votare il CETA ed il TTIP all’approvazione.

La prospettiva italiana

In parlamento, c’è chi è convinto che l’export del nostro paese debba essere promosso e incentivato: i dati lo danno in crescita.

D’altra parte si sa che mangiare le eccellenze italiane in cima ad un grattacielo a New York o in spiaggia a Miami piacerebbe a chiunque ne avesse le possibilità.

Nessuno però, riconosce le condizioni di povertà assoluta in cui versano la maggior parte degli agricoltori che ottengono questi risultati straordinari.

Alzi la mano a chi interessa dei coltivatori di Pachino, che non raccolgono i pomodorini dalle proprie piante, perchè quelli senegalesi costano meno?

Essì, perchè a fronte di un grande export, continuiamo ad importare e distribuire nel nostro paese alimenti di bassa qualità. E questo trattato non migliorerà le cose.

Gli agricoltori sono i primi custodi della nostra unica fortuna: la Terra ed i suoi frutti, ed oggi vengono considerati oggetto di scambio sul tavolo della finanza globale.

La biodiversità è sotto attacco

Le ripercussioni dell’assenza di dazi doganali tra i due continenti sarebbero inquietanti: carne gonfia di anabolizzanti direttamente dagli USA, pesticidi e veleni liberalizzati, l’acqua in mano ai privati, come l’energia, i trasporti e la sanità.

Ed è intenzione del TTIP istituire un meccanismo di arbitrato internazionale privato che permetterebbe ad un’impresa di citare in giudizio uno Stato.

Vorrebbe dire che chi ci riempe di pesticidi e ci serve pollo lavato nell’acido, potrà chiederci ingenti risarcimenti nel caso compromettessimo o minacciassimo i loro investimenti.

Il Made in Italy? Basta che il prodotto “richiami l’italianità”.


Impariamo a progettare il futuro insieme


DIMENTICATEVI IL DIALOGO CON LA POLITICA.

Vi siete domandati perchè nessuna protesta è davvero in grado di cambiare qualcosa?

Se le tue idee sono davvero pericolose, il potere ti coccola, ti supporta, ti da visibilità e poi ti infanga, togliendo di mezzo il problema per intero.

E pensare che il primo incarico di governo, simbolicamente, fu dato ad Adamo: un giardiniere.

“Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel Giardino dell’Eden, perchè lo coltivasse e lo custodisse.”

Oggi purtroppo, chi sta in cima alla piramide, non è più in grado di custodire nemmeno sè stesso e non rinuncerà mai al potere.

Questo trattato, potrebbe essere fatale per gli equilibri socio-ambientali del pianeta.

Dobbiamo farci trovare numerosi, consapevoli e propositivi, così da saper adottare soluzioni alternative.

Il nostro paese, baluardo dei diritti civili in un mondo saturo, consumista e senza idee, può accendere su tutti i fronti una rivoluzione culturale senza precedenti.

Come faccio ad essere così sicuro?

Ho intervistato più di 300 custodi della Vita in ogni angolo d’Italia: loro mi hanno suggerito cosa possiamo fare.

Il trailer della ricerca su uomini e piante

Il futuro è già nostro, se abbiamo un progetto da condividere.

Quale migliore ispirazione del progetto vegetale?

QUI PUOI SCOPRIRE E SUPPORTARE IL DOCUMENTARIO, INVITANDOMI A PROIETTARLO IN TUTTA ITALIA A PARTIRE DA APRILE

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