Oltre i confini del Parco

Giovedì 12 Aprile 2018, il Comune di Vedano Olona (VA) si è fatto promotore di una serata nel quale Fabrizio Donadini, Gabriele Pozzi e Francesco Bavri (Istituto Oikos) hanno aggiornato la cittadinanza a proposito del lavoro svolto negli ultimi anni dalla Rete Ecologica Regionale, in particolare dell’area protetta di interesse sovracomunale (PLIS) della Valle del Lanza, dal sistema di tutela dei parchi e del sistema ecosistemico che dall’alto milanese, interessa il varesotto e si estende fino al confine svizzero.

Per queste piccole realtà informare, coinvolgere e fare rete è l’unica strada percorribile. I confini paesaggistici prescindono dai confini territoriali e non possono certo bastare solo le tesi di laurea degli studenti universitari per far crescere la ricerca e l’interesse verso una consapevolezza del grande ecosistema all’interno del quale viviamo. Le vasche di fitodepurazione ed altri interventi tecnici innovativi sono sicuramente occasioni di didattica, ma il tempo stringe ed è importante che la popolazione comprenda presto che l’economia è destinata a diventare altro da quello che oggi conosciamo: la tutela e la virtuosa gestione dei territori saranno la sorgente delle fortune dell’uomo del futuro.

Vedano Olona sarà quindi inserita nel Plis del Lanza, rafforzando una rete ecosistemica resiliente e vastissima, martirizzata da chi ha voluto Pedemontana ma ancora capace di preservare habitat adatti a poche specie in un contesto altamente urbanizzato. L’obiettivo delle amministrazioni di oggi non può più limitarsi a chiedere all’agricoltore di produrre un utile per il mercato, egli deve essere premiato con un bonus economico calcolato sul singolo intervento ecosistemico che porta benessere alla comunità: produrre ambiente all’interno di un sistema verde deve essere fonte di profitto.

La rete ecologica regionale è uno strumento che indica come affrontare le diverse situazioni in materia, indirizzando e consigliando ma senza potere d’intervento. Tratta i temi di produzione e conservazione del carbonio, la produzione di biomasse come fonte di energia rinnovabile, gli interventi sui flussi di acque inquinate, la difesa del suolo sui versanti a rischio idrogeologico e le coltivazioni di aree che non vengono più considerate fonti di reddito.

Grazie ad Istituto Oikos dal 2006 sono iniziati interventi di creazione/ripristino di aree umide tra la valle dell’Olona e quella del Ticino per permettere ad un corridoio ecologico idrico di tutelare la biodiversità (la fauna interessata si stima sia superiore alle 150 specie) grazie a piccoli interventi (mensole fluviali per il passaggio di animali e sottopassi per la piccola fauna in presenza di rotaie o strade), reintegrando la vegetazione autoctona ed impegnandosi per ridurre i pericoli causati dall’arrivo della fauna sulle strade.

Il primo apporto economico al progetto si esaurirà nel 2020. C’è tutto il tempo per imparare insieme a comprendere il valore ecosistemico del nostro territorio e poter proseguire su questa strada traendone beneficio unilateralmente.

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