Le Giornate Internazionali di Studio sul Paesaggio

La storia di questa iniziativa ha inizio nel 1987 quando la Fondazione Benetton Studi e Ricerche riconosce l’importanza multidisciplinare del paesaggio e concentra il proprio impegno intellettuale sul valore che esso rappresenta: un intreccio di storia e geografia che coinvolge il patrimonio culturale e naturale ed il comportamento degli uomini che lo abitano attraverso i secoli. Contando sulla collaborazione di comitati scientifici, professori ed esperti attivi su scala internazionale, dal 2004 la fondazione promuove ed organizza annualmente le “giornate di studio”: un occasione di aggiornamento critico per chi lavora a vario titolo e con diverse responsabilità nel campo del paesaggio. Queste giornate vengono idealmente dedicate alle figure che hanno dato un contributo duraturo alla ricerca paesaggistica e costituiscono punti di riferimento imprescindibili.


Treviso, città ospitante delle Giornate di Studio

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Le città tra gli alberi: siamo pronti?

Sabato 3 febbraio, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è svolta la giornata di studio “Gli alberi e la città” (fortemente voluta da Christian Bettosini, responsabile del Verde Pubblico della città ticinese), con lo scopo di indagare sulle criticità e le funzioni degli alberi in contesto urbano. Leggi tutto “Le città tra gli alberi: siamo pronti?”

Il primo bonus verde di una lunga serie

Dal giorno in cui è stato annunciato che la riforma sul verde urbano sarebbe stata inserita nella Legge di Bilancio 2018, risulta molto difficile trovare contenuti di approfondimento che contestualizzino e affrontino da una visuale più ampia il tema dell’Ecobonus e le relative applicazioni.

Pronti alle Smart Cities   L’esigenza di raccontarvi questa normativa da più angolazioni nasce dopo aver presenziato all’incontro “Ecobonus fiscale per il verde: un concreto aiuto alla conservazione e cura dei nostri giardini”, svoltosi a Varese nel mese di novembre 2017.
In questa occasione ho potuto rivolgermi direttamente a Nada Forbice, presidente di Assofloro Lombardia e promotrice di questa riforma, all’on. Maria Chiara Gadda, deputata della provincia di Varese, e a Daniele Zanzi, vicesindaco e assessore alla Commissione del paesaggio del Comune di Varese. Un’iniziativa da elogiare perché ha permesso ad addetti ai lavori, istituzioni, proprietari di giardini e curiosi di avvicinarsi a un’opinione critica sul tema, ascoltando la voce di chi lavora da anni per portare sui tavoli della politica italiana i benefici della natura nelle città. E portando ad esempio le moderne Smart Cities europee, modelli urbanistici sostenibili volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Deve essere chiaro che questa legge è importante per il processo culturale che innesca: alcune delle sue applicazioni rappresentano un bel segnale di cambiamento nel modo di operare.

Lo sgravo fiscale del 36% dal 1° gennaio 2018   È stato sottolineato che il tetto massimo di detrazione corrisponde ad un massimo di 1.800 euro  ad unità abitativa (su 5.000 euro di spesa) da spalmare in detrazioni dalle tasse in 10 anni. Che un privato riavrebbe dallo Stato dopo aver pagato con regolare fattura il suo giardiniere. Si è chiarito quali saranno le altre immediate possibilità di applicazione: la cumulabilità dei rimborsi nei casi di complessi condominiali e le condizioni per rientrare nei vantaggi della legge mettendo a dimora nuovi alberi e arbusti, affidando la progettazione di terrazze e balconi fioriti.

 Le virtuose applicazioni del Ecobonus   Ma nessuno ha spiegato che l’Ecobonus non avrà esiti solo fiscali. Questa legge, ora magari poco credibile per la non credibilità della nostra classe politica, segnerà l’inizio di un percorso di crescita sia per i professionisti, che per i clienti. Delegare la potatura di un albero ad un professionista anziché ad un’impresa pagata con la legna che produce dal taglio (leggi capitozzatura) significa lasciare pressoché inalterate le funzioni energetiche degli alberi: questi sono elementi regolatori delle temperature e abbattitori dell’inquinamento, generano risparmio energetico e riducono l’emissione di polveri. Poi c’è l’incentivo per sostituire asfaltature scellerate con un’area verde laddove si trovano danni e smottamenti del terreno: così si combatte l’inarrestabile cementificazione delle nostre città e si attua una politica di prevenzione dei rischi.

L’emergenza idrica non è più fantascienza e installare un impianto di irrigazione intelligente potrebbe diventare fondamentale: questo aspetto del giardino richiede una progettazione ancora più attenta e va affidato esclusivamente ad un tecnico specializzato, per evitare inutili sprechi.

Ambiente e politica: prove di alleanza   Questa legge affonda le proprie radici nell’attivismo di una tenace rappresentanza di addetti ai lavori: la richiesta che è stata accolta dal Governo è stata sottoscritta e condivisa da molte associazioni, capitanate da Nada Forbice, presidente Assofloro Lombardia, sotto la dicitura “Filiera Florovivaistica Italiana per le opere di Paesaggio”. “I benefici sono stati studiati, quantificati e monetizzati portando diversi studiosi ad affermare che ogni dieci euro investiti, l’amministrazione ne guadagna circa uno e mezzo all’anno. Parliamo di circa il 15% di utile su un investimento che da sempre, in Italia, è considerato un costo e non un beneficio” (Luca De Michelis, presidente Confagricoltura Liguria).
Questa misura sarà il primo passo per mettere ordine in un settore che rappresenta un fiore all’occhiello dell’economia italiana, ma che da anni fatica a comprendere le regole del gioco ed è in ginocchio per via del lavoro in nero. Nessuno si è scordato dell’ambito pubblico e degli innumerevoli problemi da affrontare: la promessa è di risolverli consequenzialmente (se il lavoro svolto finora sarà difeso e costantemente caldeggiato).
Il giardiniere è un uomo di cultura e va messo nelle condizioni di investire, proseguendo con una politica che ascolta.