Attitudini e relazioni affettive con gli animali nel Paesaggio Rurale

 

Owain Jones è un geografo culturale e nel 2014 ‘e diventato il primo professore di Environmental Humanities nel Regno Unito presso la Bath Spa University, ed è ora vicedirettore del nuovo Centro di ricerca per studi umanistici ambientali di Bath Spa. Ha pubblicato oltre 74 articoli accademici e tre libri (co-curati/scritti) Participatory Research in More-Than-Human Worlds (2017); Geography and Memory: Identity, Place and Becoming (2012); and Tree Cultures: Places of Trees (2002).


Come definire i
paesaggi che noi conosciamo? Per il professore i luoghi in cui viviamo sono il risultato complesso dell’intersezione tra dinamiche umane e non, che realizzano il tessuto della vita. Il paesaggio non è nient’altro che un contenitore di vite, legate ai processi evolutivi ed influenzati dai processi emotivi che ne fanno parte.

Teniamo conto di tutti i partecipanti al processo? Sebbene possa assumere una valenza particolarmente rilevante sotto il profilo culturale, politico, ecologico ed economico, la presenza di animali in determinati paesaggi spesso viene trascurata o semplicemente considerata in misura parziale.

Animali da compagnia, fauna selvatica, bestiame agricolo, animali impiegati nella conservazione e negli sport venatori. La presenza animale e l’impegno che l’essere umano si assume nei confronti degli animali stessi sono elementi essenziali delle prassi, individuali e collettive, e dello sviluppo di concetti legati all’identità: immaginate lo spiazzamento di una famiglia di allevatori costretta ad abbattere tutti il proprio bestiame per via di un epidemia.

Nel mutevole intreccio di forze sociali, culturali, economiche, politiche ed ecologiche che interagiscono nei paesaggi rurali, la convivenza tra uomo, animali e la natura che caratterizza questi incontri, fa fatica ad essere compresa. Il geografo Nigel Thrift sostiene che bisogna restaurare i processi di vicinanza emotiva tra esseri viventi: poiche ogni uomo vive grazie a stimoli esterni (veloci, instabili ma palpabili), le emozioni devono sempre essere copresenti nel processo : i sentimenti sono la nostra forma comunicativa con “persone strane”, gli animali.

L’animalità de la ruralità è rappresentata in maniera notevolmente più marcata nella cultura popolare di quanto non avvenga nei testi accademici che si occupano della sfera rurale. Il segreto? Gran parte dello scambio dal quale scaturiscono i reticoli di animalità-ruralità è articolato sulla base di registri affettivi/emotivi.

A noi la sfida di imparare il linguaggio rurale.

Prospettive Vegetali sarà il 17-18 Marzo a Sulmona (AQ) all’ 8’ Fiera della Neo-Ruralità per indagare e raccontarvi le realtà italiane che hanno a cuore questi temi.

 

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